giovedì 18 settembre 2008

Dilemmi

Un giorno ti apri un blog, ormai non c’è nulla di nuovo.
Non so perché uno a un certo punto decida di aprirsi un blog. Nel mio caso, posso tentare un’interpretazione. E’ dal 1994 che uso Internet, la posta elettronica etc. A causa della (o grazie alla) mia morbosa curiosità ho sperimentato quasi tutto: dalle BBS primordiali agli esperimenti di rete civica - ah, i tempi di Recsando! – ai newsgroup giù giù fino ai social networks. Quello che mi muove è sempre e solo la curiosità e anche il timore di invecchiare e non sapere quello che accade di nuovo, di restare indietro.
Ci sono quelli che hanno un blog tematico, che si occupano solo dell’effetto serra oppure dell’estinzione dei panda. Ci sono poi quelli che invece parlano di tutto e niente, perché è bello dire la tua e possibilmente condividerla con chi ti legge, non importa quanti.
Ma un dilemma non l’ho risolto: è giusto che nel tuo blog finiscano pezzi della tua vita, quindi amici, amori, viaggi, incontri, disavventure, libri, vestiti…? E’ inevitabile, più che giusto. Però mi sento sempre sul filo del dubbio, quando si tratta di scrivere di persone a me care. Che diritto ho a mettere in piazza fatti che oltre che miei sono anche loro?
E’ giusto, D.?

2 commenti:

giuliana ha detto...

ah, quindi è proprio "quel" dubbio. l'eterno dilemma del blog personale. ti capisco e ti sono vicina. tuttavia, purtroppo, non ho una risposta :)

smatsmat ha detto...

Ops, mi ero persa il tuo commento!
Non sia mai!
Non ho neanch'io la risposta, ma propendo per il modello "trasparenza". Della serie: la mia identità è una, qua, in real life e ovunque vada. Solo un pizzico di attenzione all'altrui privacy e morta lì.
:-)