mercoledì 12 novembre 2008

Simplify yourself: il gessato non è più di moda

Una crisi così non era mai capitata prima a chi ha meno di 50 anni, diciamocelo.
E' un evento imperdibile, senza precedenti - per noi - e siamo qua tutti, chi più chi meno, attenti al minimo segnale di cambiamento.
Cambiano i valori di riferimento: se solo sei mesi l'italiano medio avrebbe venduto sua nonna per sgasare su un SUV potentissimo per le strade cittadine ora forse comincia a pensare che con la bici si risparmia e si guadagna in forma fisica, tanto per citare un esempio.
Gli esperti appellano il fenomeno "Voluntary austerity".
In pratica per la prima volta dopo gli anni '80 si sperimenta il desiderio, o forse la necessità, di ridurre, tagliare, fare a meno, limitarsi. Austerity sì, ma volontaria. Siamo noi cioè a sentirci meno propensi ai consumi, per paura, per maggiore consapevolezza.
Volontaria finchè non comincia a diventare obbligatoria.
Quando perdi il posto di lavoro c'è poco da sfogliare verze (cito mammaincorriera): c'è austerity e basta.
Nel Belpaese, che come al solito vive in ritardo perenne rispetto al mondo civilizzato, si avvertono solo le prime avvisaglie.
Altrove si è già passati, purtoppo, alle vie di fatto.
Sul Sole24ore di oggi c'è un articolo sul nuovo linguaggio aziendalistico all'epoca della crisi.
Fino a ieri per licenziarti dicevano "Fired!". Da oggi sei "Simplified".
Semplificato.
Più politically correct. Già, perchè fired ha quel che di violento, che rimanda a oscure colpe del licenziando, mentre simplified, più dolce, suadente, comunica il senso di impotenza del licenziatore, lui sì, poveraccio, che si trova costretto , causa crisi, a semplificare il bilancio, l'organigramma, a tornare back to basics.
Tralascio tutti gli ovvi commenti che si potrebbero fare sul gergo aziendal-capitalistico: ci vivo praticamente immersa fino al collo e non mi fa più alcun effetto, un pò come le battute del nano pelato.
Curioso che anche la moda maschile torni back to basics: la notizia qui è che il gessato non si porta più. Lo diceva Repubblica ieri, riportando le ultime tendenze della moda britannica (fonte Tatler).
Il gessato è morto.
Personalmente ne sono felice: è tessuto portabile da pochissimi selezionatissimi gentlemen (a proposito, dove sono?), quelli che scelgono la righina impercettibile, possibilmente in forma e longilinei.
Accade invece che il gessato tu lo veda comparire addosso a sgraziati e panzoni manager de noantri, con le righe spesse come quelle della divisa di un carcerato e con l'orologio da taschino sboronissimo (questo nelle versioni con gilet, bleargh).
Considerazioni estetico-modaiole a parte il gessato davvero rappresenta il rampantismo 'gnorante del managerismo degli ultimi anni.
Se la crisi serve a farli sparire, insieme col gessato, che crisi sia.
Amen.

1 commento:

Daniele ha detto...

Ho alcuni vestiti gessati comprati pressoché in diverse occasioni e ad occhi chiusi in un outlet di marca e fuori porta: adesso che sono informato del loro essere ormai inesorabilmente passati di moda, vedrò di dare il mio contributo a far girare l'economia rinnovando lo scarso guardaroba con la tredicesima prossima ventura... ;-)