martedì 11 novembre 2008

Obama cake

La pigrizia si fa sentire, in questi giorni. Scrivo meno.
Di cose da raccontare ce ne sarebbero, come sempre, ma la pigrizia è più forte di tutto.
Nel frattempo ho compiuto gli anni, e mi sono cimentata, per l'ennesima volta, nella preparazione della Sacher.
La Sacher è la mia bestia nera: è il dolce che più adoro ma è quello che meno mi riesce. E con la Sacher mi sono incaponita.
Ho provato tante ricette diverse: con una non lievita, con l'altra la glassa sembra un liquame, con l'altra ancora la base si brucia.
Per l'ultima versione, ormai disperata, ho provato la ricetta del Cavoletto di Bruxelles, di cui mi fido ciecamente. E il risultato è in foto.
Come dire: brutta ma buonissima.
La sostanza della Sacher è fatta di due componenti complementari e altrettanto importanti: la base e la glassa. A me se riesce l'una viene male l'altra e viceversa.
No, non si può avere tutto.
Questa volta la base era semplicemente perfetta: cotta a puntino, soffice, alta, con la marmellata di albicocche perfetta.
La glassa invece è venuta una schifezza: troppo densa, per niente lucida, per niente spalmabile.
Il risultato è stato una Sacher orrenda a vedersi ma fantastica a mangiarsi. E poichè questa non si può dire una Sacher l'ho ribattezzata, senza alcuna originalità, la torta Obama.
Slurp!

4 commenti:

giuliana ha detto...

quando si dice "politically incorrect".
riauguri!

Ari ha detto...

Ri-grazie!
Certo, se il nano pelato può esserlo... allora noi? ;-)

Francesco ha detto...

http://www.flickr.com/photos/controvento/3023697912/stats/

c'è chi la Obama Sacher l'ha fatta davvero...

Francesco ha detto...

http://www.flickr.com/photos/controvento/3023697912/

scusa, link corretto